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Città di Sorrento
“APERTI PER FERIE” 2010 PDF Stampa E-mail
Scritto da Lello Somma   
Domenica 25 Luglio 2010 18:38
LA RASSEGNA DI TEATRO, MUSICA, CABARET, DANZA E ANIMAZIONE, denominata “APERTI PER FERIE”, giunge alla sua quinta edizione e si svolge nella Comunità di Casarlano durante il periodo di ferragosto. Purtroppo, con estrema superficialità e ignoranza (lo si sta leggendo già in questi giorni) ci si ostina a chiamarla “sagra” o “festa”!
La Rassegna di Casarlano non ha mai avuto caratteristica di sagra. E’ sotto gli occhi di tutti che non si promuovono né prodotti né aziende agricole! L’iniziativa è stata sempre pensata e proposta come Rassegna Artistica, slegata, di per sé, anche dalla festa dell’Assunta. Le due ricorrenze, infatti, si sovrappongono per alcuni giorni, ma, lo si ribadisce con forza, la Rassegna Estiva non è neppure la festa di Casarlano!
L’iniziativa nacque nel 2006 come bisogno della comunità di rendersi ‘periferia visibile’ e ‘soggetto protagonista’ per l’intera città mettendo gratuitamente a servizio la propria creatività, passione e capacità organizzativa.
La collina di Casarlano, come ampiamente dimostrato in questi anni, riesce ad offrire momenti di accoglienza e di interazione sociale difficilmente disponibili nei ritmi caotici della città. In modo particolare, riguardo al tempo libero e al meritato riposo estivo, col naturale bisogno di ritrovarsi con la propria famiglia.
Dunque, nel cortile dell’antico e prestigioso Convento dei Padri Domenicani, viene allestita un’ARENA per la messa in scena di differenti espressioni artistiche peninsulari e della nostra cara provincia.
La RASSEGNA dura tre settimane.
Nei primi quindici giorni si offre accoglienza e visibilità a tutti i gruppi di danza e alle compagnie teatrali amatoriali da Vico a Massa Lubrense permettendo loro di presentare il lavoro artistico invernale.
L’obiettivo che ci si prefigge è quello di far sentire ‘protagonisti’ i tantissimi bambini, giovani e adulti delle varie associazioni, in un clima di serenità e simpatia. Basti pensare che già dopo Natale, inizia la corsa alla prenotazione!
Ultimo aggiornamento Domenica 25 Luglio 2010 19:46
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Lettera alla Diocesi del Cardinale Crescenzio Sepe PDF Stampa E-mail
Scritto da Lello Somma   
Lunedì 21 Giugno 2010 17:22

 Lettera aperta del Cardinale Crescenzio Sepe  

 

Lettera alla Diocesi: "Dico questo per amore della verità"

 

Cardinale Crescenzio Sepe 21 giugno alle ore 16.34
 
Cari fratelli e sorelle,
è a voi della mia amata Chiesa di Napoli che sento di dovermi rivolgere, perché un pastore deve rendere conto, in ogni momento, delle speranza che deve sorreggere la comunità a lui affidata. Fondamento di ogni speranza è la verità. Ora il pastore della vostra Chiesa si trova a essere interpellato, come ampiamente riportato in questi giorni dai mezzi di comunicazione, sul fronte di una vicenda giudiziaria, che nella sua essenza, per la fiducia che si deve alla giustizia e per il rispetto al valore della legalità, impone procedure e chiarimenti per i quali mi sto attivando nelle sedi opportune.
Ma prima di consegnarla, nei modi dovuti, nelle mani della giustizia, vorrei che questa verità passasse da una verifica ancora più impegnativa che riguarda il rapporto, anzi il legame, del vescovo con la sua gente. Voi avete il diritto di chiedere e di sapere; a me resta il dovere di esaudire le vostre richieste.
Tre sono gli addebiti che mi vengono fatti, per la responsabilità che ho avuto in quanto Prefetto della Congregazione di Propaganda Fide, e riguardano la gestione del patrimonio immobiliare che ho cercato di inventariare, recuperare e valorizzare per rispetto a quanti nel tempo ne sono stati i donatori e per tutelare le finalità, rappresentate dal sostegno alle attività missionarie nei Paesi più poveri e dimenticati della terra.
Il primo caso riguarda la concessione in uso di un alloggio al dott. Guido Bertolaso, la cui esigenza mi venne rappresentata dal dott. Francesco Silvano. In prima istanza, gli feci avere ospitalità presso il Seminario, ma mi furono rappresentati problemi di inconciliabilità degli orari, per cui incaricai lo stesso dott. Silvano di trovare altra soluzione, della quale non mi sono più occupato, né sono venuto a conoscenza, sia in ordine alla ubicazione e sia in ordine alle intese e alle modalità.
Altro coinvolgimento concerne la vendita all’on. Lunardi di un palazzetto in via dei Prefetti. Ebbene, si trattava di un immobile che presentava, in maniera evidente e seria, segni di vecchiaia e di precarietà, rappresentati più volte anche dagli stessi inquilini. Fu disposto un sopralluogo ricognitivo eseguito dai tecnici della Congregazione, i quali fecero anche una valutazione dei lavori necessari, preventivando anche la spesa che fu ritenuta troppo onerosa per le casse della Congregazione, per cui venne presa in considerazione l’opportunità della vendita. Gli stessi tecnici ne stimarono il valore, tenendo conto, evidentemente, delle condizioni dello stabile e del fatto che era occupato da inquilini il che, di per sé, comportava una sensibile decurtazione, come è noto. Fu detto che l’on. Lunardi aveva espresso il proprio interesse all’acquisto e fu avviata una trattativa che si concluse sulla base della valutazione fatta e di quella che si aggiunse attraverso il coinvolgimento di un istituto di credito, per la concessione di un mutuo. La somma, incassata peraltro immediatamente, fu quella riportata dalla stampa e che venne trasferita all’APSA (Amministrazione Patrimonio Sede Apostolica), perché fosse destinata a tutta l’attività missionaria nel mondo.
La terza questione interessa i lavori di messa in sicurezza statica di un lato del Palazzo di Propaganda Fide in Piazza di Spagna a Roma, che aveva subito una modificazione strutturale, nel senso che era stato registrato un notevole distacco della parete determinato, secondo gli accertamenti tecnici effettuati, da infiltrazioni di acqua sotto il fabbricato e dalle continue vibrazioni causate dal passaggio della vicina metropolitana. Fu accertata la competenza dello Stato Italiano e furono eseguiti lavori di ripristino e ristrutturazione, con onere parzialmente a carico della pubblica amministrazione.
In tutta questa attività e rispetto ai casi sopra indicati, come pure in altre situazioni precedenti o successive, mi sono sempre avvalso della consulenza specifica di tre persone che avevano titoli ed esperienza per assicurarmi, in ragione della loro attività professionale, un qualificato contributo di pensiero e di soluzione: il dott. De Lise, magistrato; il dott. Balducci, all’epoca Provveditore alle Opere Pubbliche del Lazio; il dott. Silvano, amministratore dell’Ospedale Bambin Gesù, mio collaboratore già durante il Giubileo.
Tutto ho fatto, comunque, nella massima trasparenza, avendo i bilanci puntualmente approvati dalla Prefettura per gli affari economici e dalla Segreteria di Stato, la quale, con una lettera, inviatami a conclusione del mio mandato di Prefetto, volle finanche esprimere apprezzamento e stima per la gestione amministrativa.
Dico questo per amore della verità, nella consapevolezza di avere sempre agito secondo coscienza, avendo come unico obiettivo il bene della Chiesa.
Questi i fatti, come li ricordo. Ma neppure una vicenda giudiziaria può giustificare una così fredda elencazione di eventi, senza mettere in campo una serie di altri elementi essenziali, primo fra tutti, il percorso di una vita sacerdotale, nel quale la Croce non è mai un intoppo ma il segno della appartenenza a Cristo.
Accolgo così, in tutta umiltà, la prova che oggi mi tocca; ma accanto ad essa avverto anche la forza di una serenità che non può nascere a caso, maturata via via attraverso i diversi passaggi che da sacerdote, nel servizio diplomatico alla Santa Sede, prima in Brasile poi come assessore in Segreteria di Stato, mi hanno condotto all’ordinazione episcopale, con la nomina a segretario della Congregazione per il Clero. Ho poi vissuto l’esaltante esperienza del Grande Giubileo dell’Anno Duemila, uno straordinario evento ecclesiale, nella scia aperta dal Concilio Vaticano II. Giovanni Paolo II lo volle come un evento profetico, passaggio tra due millenni, annuncio del Vangelo nel cambiamento del mondo. L’esperienza della gioia vissuta in quel grande evento l’ho portata nel mio servizio a Propaganda Fide, nei tanti viaggi internazionali, nei continui contatti con i Vescovi, nell’accoglienza di chiunque avesse avuto bisogno di incoraggiamento e di aiuto nel ministero missionario. Infine la chiamata a Napoli, la terra che il Signore aveva scelto per il mio ministero pastorale di Padre. Il Santo Padre Benedetto XVI mi disse che, da più parti, si indicava il mio nome per Napoli e mi chiedeva che ne pensassi. Chiesi un po’ di tempo per riflettere e poi diedi la mia risposta: “Santità, il mio cuore già batte per Napoli! Vorrei, Santo Padre, che gli ultimi anni della mia vita fossero al servizio della Chiesa nell’azione pastorale, tra la gente! Il Papa mi ricordò che avrei potuto svolgerlo ancora nella curia romana, ma io ero felice di aver scelto di ubbidire allo Spirito che mi inviava in questa nostra amata terra. Felice resto di quello che con voi, sacerdoti e fedeli, ogni giorno riesco a vivere in obbedienza alla verità di Cristo, al servizio degli ultimi, nel proclamare la giustizia. Ma non posso dimenticare che questo viaggio, brevemente ripercorso, nasce dall’esempio di mio padre e mia madre, gente di sudore e di terra che conosce il patire e la parola data , che mi hanno insegnato l’onore e il coraggio della verità. Se a loro debbo tanto, innanzitutto la vita, a loro debbo consegnare la fedeltà a quella verità che oggi, senza paura, professo e testimonio.
Perciò, carissimi, vado avanti con serenità, accetto la Croce e perdono, dal profondo del cuore, quanti, dentro e fuori la Chiesa, hanno voluto colpirmi.
Guardo, con rinnovata fiducia a Cristo che servo, senza risparmiarmi, nella sua santa Chiesa, sempre perseguitata.
La verità vincerà!
Sono convinto che da questa inattesa prova usciremo tutti più forti, per continuare a compiere insieme la missione che Cristo ci ha affidato!
Chiedo a tutti di sostenermi con la preghiera e, con amore di Padre, vi benedico!
‘A Maronna c’accumpagna!

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Giugno 2010 17:30
 
Un'altra giovinezza PDF Stampa E-mail
Scritto da Lina Lupacchio   
Lunedì 21 Giugno 2010 08:08

Un'altra giovinezza" questo il titolo dello spettacolo di fine anno accademico 2009/2010 dell'Associazione Dance Studio di Raffaella Pandolfi in collaborazione con il Dance World di Mariella Romano e Danzarte di Diana Gargiulo. Spettacolo d'autore creato dalla coreografa Raffaella Pandolfi con l'intento di suscitare grandi emozioni a quanti assisteranno. Maggie protagonista dell'affascinante storia e' una pittrice che ad uncerto punto della vita fa un bilancio doveroso sia professionale che personale, vivendo uno sdoppiamento che ci porta ad indagare tra il lato chiaro e quello oscuro,tra il bene e il male e sull'opposizione tra la perfezione dell'arte e la caducita' della vita. Elementi o parti che devono coabitare e non vivere in mondi separati o contrapposti se non si vuole arrivare ad una progressiva autodistruzione e ad uno sfasamento psicologico.Purtroppo non si puo' negare l'importanza dell'esteriore del bello, dell'apparire troppo spesso prevaricante sull'essere....triste connubbio: bellezza-vanita' e vuoto interiore!!!! Il  La voce narrante dell'attrice Rossella Castellano nonche' insegnante di teatro presso l'associazione dance studio interpretera' magistralmente i pensieri di Maggie scritti dall'ideatrice dello spettacolo Raffaella Pandolfi Spettacolo da non perdere con finale a sorpresa!!! giorno 25 giugno ore 20.00 saranno in scena i picoli danzatori con "principesse Disney" che rappresenta la magia dell'nfanzia. Il giorno 26 la pomeridiana alle 18.00 con replica dei piccoli a seguire alle 20.00 "un'altra giovinezza" con i corsi avanzati e professionali per il soggetto di Raffaella Pandolfi testi a cura di Raffaella Pandolfi elaborazione  dialoghi di Guglielmo Beraglia per il laboratorio teatrale. il giorno 27 alle ore 20.00 replica di "un'altra giovinezza" teatro delle Rose di Piano di Sorrento
Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Giugno 2010 08:11
 
Decima candelina per il Vico Jazz Festival PDF Stampa E-mail
Scritto da Lina Lupacchio   
Lunedì 21 Giugno 2010 07:59

Ad aprire la kermesse sarà il leggendario gruppo  The Manhattan Transfer

 

Un appuntamento da non perdere, non solo per coloro che amano il jazz ma per quanti desiderano ascoltare musica di qualità e trascorrere piacevoli serate, immersi nella suggestiva atmosfera che offre il chiostro della Santissima Trinità, a Vico Equense. Si tratta della decima edizione del “Vico Jazz Festival”, una manifestazione organizzata dal Comune di Vico Equense, diretta da Giovanni Amato, che si terrà nei giorni 10, 17, 22, 23 luglio. Saranno quattro serate dedicate al jazz durante le quali si alterneranno sul palco artisti di fama internazionale, verranno presentate inedite produzioni culturali, dialogheranno linguaggi e dialetti musicali distanti, modalità e forme artistiche diverse, istanze e suggestioni di terre lontane.

Ad aprire la rassegna il 10 luglio, alle 21,30, sarà The Manhattan Transfer, leggendario gruppo vocale statunitense, fondato nel 1969 da Tim Hauser insieme alla vocalist Laurel Massè.

Il 17 luglio, alle 21,30, sarà la volta del Tom Harrell Quintet “Roman Nights”. Doppio appuntamento, invece, per il 22 luglio: alle 20,30 con Luigi Grasso Quartet, alle 21,30 con Tuck & Patti.

La chiusura della kermesse, prevista per 23 luglio, è affidata a due gruppi: Pasquale De Rosa Quintet “In My Mind” che si esibirà alle 20,30 e Carlo Lomanto Sextet “Made in Italy” che salirà sul palco alle 22,00.

 

Vico Equense 17/06/2010

Ilenia De Rosa
Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Giugno 2010 08:07
 
La piazzetta di Pietrapiano intitolata a Pasquale Paola PDF Stampa E-mail
Scritto da Lina Lupacchio   
Mercoledì 09 Giugno 2010 08:15

“La piazzetta di Pietrapiano verrà intitolata ‘Pasquale Paola’ e sarà la testimonianza di un giovanissimo e innocente giovane che ha pagato con la vita la dedizione al servizio e all’alto senso del dovere”. Con queste parole il sindaco di Vico Equense Gennaro Cinque e l’assessore alla cultura Raffaele Esposito spiegano la scelta dell’Amministrazione di dedicare una piazza all’agente scelto di Polizia di Stato Pasquale Paola, massacrato da un commando di killer delle Brigate rosse, unitamente al vicequestore Antonio Ammaturo, giovedì 15 luglio 1982, alle 16,49, in piazza Nicola Amore a Napoli.

La cerimonia ufficiale d’intitolazione si terrà domenica 6 giugno, ore 11,00, presso la piazzetta di Pietrapiano, in presenza dei familiari, delle autorità civili e militari e di tutti i cittadini che vorranno partecipare.

Pasquale Paola aveva 32 anni quando fu ucciso e sin da ragazzino aveva dimostrato uno sviscerato amore per la divisa. La indossò per la prima volta nel 1970, quando entrò nella Polizia. Dopo aver frequentato la suola di allievi di Alessandria e la scuola sottufficiali di Nettuno, prestò servizio a Torino, Novara e, infine, presso la Questura di Napoli. Nel 1981 fu premiato per servizio di Polizia giudiziaria di speciale importanza.

Con decreto del Presidente della Repubblica, in data 3 maggio 1984, alla memoria dell’agente Pasquale Paola, fu conferitala la medaglia d’oro al valore civile con la seguente motivazione: “Autista di funzionario di pubblica sicurezza impegnato in rischiose operazioni di Polizia giudiziaria, assolveva il proprio compito con serena dedizione ed alto senso del dovere, pur consapevole dei rischi personali connessi con la recrudescenza degli attentati contro i rappresentanti delle Forze dell’ordine. Riportava mortali lesioni in un feroce e proditorio agguato sacrificando la vita a difesa dello Stato e delle istituzioni”. Le sue spoglie riposano nel cimitero di San Francesco, Vico Equense, e sulla lastra di marmo che le racchiude è scritto “A ricordo dei posteri questi grandi eroi non dovranno mai essere dimenticati”.

 

Vico Equense 04/06/2010

Ilenia De Rosa
Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Giugno 2010 08:17
 
La gelateria “Gabriele” conquista il secondo posto PDF Stampa E-mail
Scritto da Lina Lupacchio   
Mercoledì 09 Giugno 2010 08:06

Grande attesa , ora, per la finalissima di ottobre

La Campania ha trionfato grazie alle loro abilità. Hanno conquistato il secondo posto fra trentadue concorrenti. Sonno passati di diritto alle finali che si disputeranno ad ottobre nel corso di una crociera nel Mediterraneo. Si tratta dei fratelli Raffaele e Liberato Cuomo, della gelateria “Gabriele” di Vico Equense che ieri (4 giugno) hanno partecipato alle semifinali del Campionato italiano gelatieri 2009-2010 tenutosi a Rimini. “Il punteggio ottenuto è stato 62 – spiega Raffaele Cuomo – ad un solo punto di distanza dal primo classificato. E’ stata una soddisfazione grandissima. Ora la partita si concluderà ad ottobre con le finali e con il gelato al gusto di fragola e cioccolato”.

A Rimini si sono aggiudicati il passaggio alla finale coloro che sono stati in grado di produrre il gelato al pistacchio più buono. I gelatieri di Gabriele, come sempre, hanno utilizzato per la base prodotti di qualità e provenienti dal territorio della penisola sorrentina e monti lattari. Per i pistacchi si sono rifatti a quelli di Bronte, i migliori d’Italia.

La manifestazione è stata organizzata dall’Accademia Gelateria Italiana in collaborazione con la rivista specializzata “Gelato Artigianale”. I concorrenti hanno prodotto il loro gelato alla presenza della giuria tecnica e di quella popolare; hanno, inoltre, accompagnato il campione allegando la relativa ricetta, dosi e procedimento. La gelateria “Gabriele” ha ottenuto il massimo dei voti dalla giuria tecnica.

Vico Equense

Ilenia De Rosa

Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Giugno 2010 08:15
 


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