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Storia PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 17 Novembre 2008 07:39

Sorrento è la terra natale del Sommo Poeta Torquato Tasso, autore della Gerusalemme Liberata. Edificata su un promontorio di roccia tufacea, è circondata dal bianco calcare delle colline dove trionfano il verde degli uliveti, il giallo e l'arancio degli agrumeti. Sorrento ha origini incerte ed il suo nome antico "Surrentum" forse è legato al mito delle omeriche sirene. Sappiamo che fu abitata fin dalla preistoria e colonizzata come attesta un'iscrizione osca scoperta alla Punta della Campanella da popolazioni italiche.
L'impianto urbanistico della Città antica è in insulae, con strade a croce (decumani e cardi), richiama l'antico schema greco di Ippodamo da Mileto, mentre risale alla fine dell'800 il più importante interveno urbanistico della città con la creazione dell'attuale Corso Italia, che era stato ricavato in linea retta dall'antica Porta a quella di Massa.
Reperti di ville romane disseminate sulla costa e gli importanti reperti archeologici presenti nei musei e continuamente affioranti, testimoniano che Surrentum fu dimora privilegiata del patriziato romano, come anche Stazio nella sua Naturalias Istoria.
Dal medioevo all'età moderna, divenne terra di conquista per normanni, angioini, aragonesi, spagnoli e nell'architettura religiosa e civile cittadina restano ben visibili i segni di tali influssi culturali. La politica illuminata di Carlo di Borbone ne esalta nel '700 la tradizionale vocazione agricola, del commercio marittimo, della produzione della seta.
Più tardi, nel 1800, il turismo, l'artigianato dell'intarsio e dei ricami, saranno le nuove attività economiche.
Tra le trasformazioni pre e post rivoluzione del 1799 e gli avvenimenti che condussero all'unità d'Italia, Sorrento fu tappa obbligata del Grand Tour italiano e meta preferita dell' aristocrazia europea.
Le descrizioni dei viaggiatori come Goethe e Swinburne e più tardi di Ibsen, Nietzsche, Heyse, che a lungo vi soggiornarono, l'immaginario visivo dei vedutisti della cosiddetta Scuola di Posillipo, degli incisori e dei fotografi, e la prosa rapita di autori come Norman Douglas (autore della ''Terra delle Sirene"), o Marion Crawford, contribuirono a consacrarla come luogo ameno che metaforicamente si può definire di una strana bellezza fin troppo evidente, quanto intangibile nella sua essenza.
Il fascino di Sorrento e della sua gente, la mitezza del suo clima e la malia del suo paesaggio, unite all'ottima dotazione alberghiera e dei servizi, continua a richiamare visitatori da ogni parte del mondo.

 

cosa scrive Wikipedia

 <<Poche città ponno incantare la sua veramente incantevole, romantica, deliziosa, e quanto mai amenissima situazione, quale non può esprimersi con poche parole; anche per ridente e leggiadrissimo promomtorio del suo nome celebre, come per la sua purissima e saluberrima aria, onde fu appellata naturae miracolo e altamente rinomata.>>

 
(Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica - Sorrento, vol. p. 233, 18)

Sorrento (Surriento in lingua napoletana) è una cittadina in provincia di Napoli (a 47 Km di distanza), sul versante nord-occidentale della penisola che da essa prende nome; il centro si distende armoniosamente sopra un alto terrazzo tufaceo, che domina a picco il mare da un'altezza di 50 metri, in mezzo ad una rigogliosissima vegetazione.

Fondata molto probabilmente dai greci, Sorrento subì temporaneamente la supremazia degli Etruschi e poi, dal 420 a.C., l'influsso degli Oschi. In età romana è ricordata per aver partecipato all'insurrezione degli Italici (90 a.C.); vi fu quindi dedotta da Silla una colonia, a cui seguì più tardi uno stanziamento di veterani di Ottaviano. Fu poi municipio della tribù Menenia. Fu sede vescovile almeno dal 420. Durante la crisi del dominio bizantino in Italia, Sorrento acquistò autonomia come ducato, prima sotto la supremazia dei duchi di Napoli, poi con arconti e duchi propri, sempre in lotta con Amalfi, Salerno ed i Saraceni. La storia di Sorrento si confonde con quella delle altre città campane; prese parte alle leghe anti musulmane; combatté i Longobardi di Benevento; conobbe lotte familiari tra i nobili locali. Obbligato nel sec. IX da Guaimario principe di Salerno ad accettare come proprio duca il fratello, Guido, il Ducato di Sorrento riprese la propria autonomia dopo la morte di quest'ultimo per poi perderla definitivamente nel 1137, assorbito nel nuovo regno dei Normanni. Sorrento seguì da allora le sorti del regno, non senza ribellioni e conflitti, specie all'inizio dell'età aragonese. Nel 1558 fu presa e saccheggiata dai Turchi; nell'inverno del 1648 la città sostenne valorosamente l'assedio di Giovanni Grillo, generale del duca di Guisa.

Le origini del nome

Il toponimo "Sorrento" pare tragga derivazione dalla denominazione "Sirenide" forse anticamente data alla zona, denominazione collegata alla supposta identificazione di Sorrento con il luogo di presenza delle Sirene, leggendarie creature che la tradizione omerica ci ha tramandato come metà donne metà pesce, che ammaliavano i naviganti con i loro canti facendoli di conseguenza naufragare contro le scogliere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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